PRP nella chirurgia plastica

Il plasma ricco di piastrine presenta molte caratteristiche che lo rendono molto adatto all’uso in chirurgia plastica: è facile e poco costoso da produrre utilizzando le cellule del paziente stesso, con un rischio di effetti collaterali minimo o nullo. Tuttavia, soprattutto per le procedure estetiche, i trattamenti possono essere molto impegnativi e richiedere più sessioni.

Le piastrine sono cellule del sangue che svolgono un ruolo fondamentale nella coagulazione del sangue. Quando si verificano lesioni tissutali, le piastrine si riversano sulla zona, avviando una cascata di eventi per arrestare il sanguinamento e avviare il processo di guarigione della ferita. Si è dimostrato che le piastrine rilasciano oltre 30 fattori di crescita e altre proteine biologicamente attive, con effetti quali la formazione di nuovi vasi sanguigni e la crescita tissutale.

Questo “cocktail” di fattori di crescita naturali probabilmente spiega la vasta gamma di benefici terapeutici riportati con il PRP. Il plasma ricco di piastrine viene preparato mediante vari metodi di centrifugazione: una piccola parte del sangue del paziente viene centrifugata e separata in componenti diversi. Le cellule rosse vengono eliminate, lasciando la componente liquida del sangue (il plasma) con una elevata concentrazione di piastrine, talvolta con leucociti (globuli bianchi).

Originariamente utilizzato per il trattamento delle patologie cutanee e per favorire l’innesto osseo, il PRP ha trovato un numero crescente di applicazioni in diverse specialità chirurgiche, tra cui la chirurgia plastica. Solo negli Stati Uniti nel 2019 i chirurghi plastici hanno eseguito oltre 130.000 procedure cosmetiche minimamente invasive.

 

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